Vergogna Ipernity / Shame on you, Ipernity

Quando iniziai questo blog decisi di utilizzare Ipernity come servizio di hosting per le immagini: l'interfaccia era gradevole, il servizio gratuito e chiunque poteva scaricare le immagini nel formato che più gli piaceva. Nell'aprile del 2013 le condizioni di servizio sono cambiate all'improvviso e senza preavviso: nessuno può più scaricare immagini gratuitamente, neppure io. Il mio lavoro di anni è rimasto in possesso di Ipernity e le mie immagini sono ostaggio del loro sito: o pago o non posso né riprendermele né consentire ai visitatori di queste pagine di scaricarle. Sto, faticosamente, recuperando i file da fortunosi backup, facendo di nuovo le scansioni mancanti e sostituendo le immagini sui post; piano, piano tutto sarà sul mio Google Drive e di nuovo liberamente scaricabile.
Meditate, gente.



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sabato 22 giugno 2013

Urania Millemondiestate (1985)


Urania Millemondiestate 1985

Dalla quarta di copertina:

Un aereo fantasma, i cui passeggeri sono scomparsi, atterra in un isola del Pacifico
Una vecchia e malandata astronave terrestre arriva su un pianeta sconosciuto...
Una lucente e minacciosa astronave aliena  cala sulla Terra, spuntando gigantesca da dietro la Luna...
Così cominciano, tipicamente, i tre romanzi raccolti in questo volume: perché il grande Leinster nei suoi romanzi non s’ingombra mai di preamboli, ma viene immediatamente al dunque. Il volume d’altra parte comprende anche tre lunghi racconti; che cosa fa il grande Leinster nei suoi racconti, lunghi o brevi che siano? Ma è chiaro: fa esattamente lo stesso.
 

venerdì 17 settembre 2010

Urania Millemondinverno (1975)



Dalla quarta di copertina:

« Di buon mattino, Stuart McConchie stava spazzando il marciapiede davanti al negozio della "Modern TV, Vendita e Riparazioni"... ». Così comincia il primo di questi romanzi. Il secondo si apre così: « La Packard gialla tossiva e ansimava arrampicandosi per le ripide colline della Virginia. Peggy Barton si girò e frugò dietro il sedile per prendere una lattina di birra. Il metallo della lattina scottava ». E il terzo così: « Victor Nielson uscì da una delle celle frigorifere del supermarket spingendo un carrello di patate novelle destinate al reparto frutta e verdura... ». Una caratteristica fondamentale della narrativa fantascientifica di Philip K. Dick è infatti di essere solidamente impiantata nella scena americana attuale, o dell'imminente futuro, a livello della vita più quotidiana e familiare. Ma l'altra e non meno fondamentale caratteristica di Dick è il crudo realismo col quale l'evento fantascientifico si inserisce nella vita di tutti i giorni: alterandola o stravolgendola, o schiacciandola sotto le più spettacolari catastrofi, ma sempre lasciando la netta, precisa, inquietante sensazione che quanto accade ai suoi personaggi potrà accadere - oggi o domani - a noi stessi.

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