Vergogna Ipernity / Shame on you, Ipernity
Quando iniziai questo blog decisi di utilizzare Ipernity come servizio di hosting per le immagini: l'interfaccia era gradevole, il servizio gratuito e chiunque poteva scaricare le immagini nel formato che più gli piaceva. Nell'aprile del 2013 le condizioni di servizio sono cambiate all'improvviso e senza preavviso: nessuno può più scaricare immagini gratuitamente, neppure io. Il mio lavoro di anni è rimasto in possesso di Ipernity e le mie immagini sono ostaggio del loro sito: o pago o non posso né riprendermele né consentire ai visitatori di queste pagine di scaricarle. Sto, faticosamente, recuperando i file da fortunosi backup, facendo di nuovo le scansioni mancanti e sostituendo le immagini sui post; piano, piano tutto sarà sul mio Google Drive e di nuovo liberamente scaricabile.
Meditate, gente.
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Una raccolta di racconti di fantascienza a cura di Fruttero e Lucentini. Disegno di copertina di Karel Thole.
Anche questo era
'68.
Dalla 4^ di copertina:
Il futuro viene come un ladro nella notte: da un mese all'altro, da un anno all’altro, l’ufficio o la fabbrica dove lavoriamo si riempiono a poco a poco di sussurranti « colleghi» elettronici, di infallibili dirigenti fatti di microcircuiti, di pulsanti, di spie luminose. Accettiamo senza batter ciglio appartamenti sempre più piccoli, camere d’albergo ridotte a cubicoli, viaggi e divertimenti minuziosamente programmati; ci mettiamo l’auto, come un cappotto, per andare dal tabaccaio, camminiamo tra assordanti rumori che non sentiamo, compiliamo moduli che non comprendiamo, aspettiamo con pazienza il nostro turno davanti a sportelli cifrati, misteriosi, onnipotenti. Sappiamo oscuramente di vivere sull’orlo di qualcosa di grosso, ma la spinta, giorno per giorno, è leggera, insensibile: il mattino di oggi sembra uguale a quello di ieri. I racconti di questa antologia di fantascienza anglo-americana accelerano i tempi, ma di poco: partono da noi, dal nostro mondo, dalle nostre abitudini e complicazioni, dalle nostre paure e schiavitù. Non sono profezie, ma ipotesi, probabilità immediate. In ognuna di queste storie c’è l'ultima piccola spinta oltre I’orlo del futuro prossimo, dove potremo ritrovarci in fondo a un abisso o in vetta a una grande azienda, al 36° piano.
Il libro contiene:
Auerbach: Rembrandt S.p.A.
Ballard: C'è posto per tutti
Anvil: Tutti contro tutti
Young: L'auto addosso
Banks: Condizionamento
Wilson: L'effetto Carson
Pearce: Autodelatore
Vance: Per chi lavoriamo
Russel: Per che cosa ci pagano
Maddux: Le carte in regola
Kastle: Il Dio del 36° piano
Pohl: Censimento
Bradbury: L’abìsso di Chicago
Anche questo era
'68.
Copertina del pittore
Eugenio Carmi.
Dalla quarta di copertina:
"Desmond Morris è uno zoologo che ha studiato a lungo le scimmie. In questo libro si è messo a studiare l'uomo. Ma lo ha studiato in quanto scimmia, e cioè come l'unico, tra le centonovantadue specie di scimmie, con coda e senza coda, ad essere sprovvisto di peli.
Se la differenza si fermasse qui, forse il libro non avrebbe avuto ragioni di nascere. E se l'uomo non avesse nulla a che vedere con le scimmie, non c'era motivo che uno zoologo gli dedicasse un libro così divertente, provocatorio, sconvolgente e al tempo stesso così scientificamente attendibile come questo.
Il fatto è che l'uomo è quello che è proprio perché rappresenta una scimmia in crisi. Ha abbandonato le foreste, la vita nomade e la dieta vegetariana per adattarsi alle pianure, alla dieta carnivora e alla scelta di territori stabili. Ma non ha scelto una strada per imboccare l'altra, ha cercato invece di mantenersi in bilico tra esigenze diverse, ha tenuto il piede in due scarpe, dando inizio a una avventura zoologica inverosimile.
Per quanto cerchi di ignorare l'eredità genetica del suo passato evolutivo, l'uomo rimane essenzialmente un primate, nonostante la sua erudizione e le sue aspirazioni. Nella vita sessuale o sociale, nell'aggressività e negli affetti, nelle abitudini alimentari e nelle credenze religiose, egli segue ancora le fondamentali manifestazioni di comportamento fissate dai suoi antenati scimmioni cacciatori. Dopo aver finito il libro dei Dottor Morris, i lettori non proveranno più le stesse sensazioni riguardo a se stessi o a coloro che li circondano. La gamma intera delle attività, dei gesti e delle emozioni umane verrà vista in una luce piuttosto imbarazzante.
Nel compilare questa affascinante opera, Desmond Morris ha consultato le massime autorità in molti campi, e ha attinto dalle proprie ricerche sul comportamento animale. La sua insistenza sul fatto che l'uomo dovrebbe riconoscere e cercare di capire le forze biologiche che modellano la sua vita, forse metterà in agitazione quegli studiosi di sociologia che per tanto tempo si sono concentrati sulla variabilità dei comportamento umano. Un chiaro esame di quest'opera, che solleverà controversie tra antropologi e psicologi, stimolerà e incanterà il lettore comune, offrendogli nuovi spunti di auto-critica e una nuova visione circa le motivazioni di quei primati che sono i suoi simili."
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